
«Possiamo considerare la pandemia di Covid-19 come un rischio sistemico, in linea con quelli legati al cambiamento climatico o alle profonde trasformazioni sociali, e a cui le aziende Esg sono più pronte a rispondere», sostiene Filippo Montesi, segretario generale di Social Impact Agenda per l’Italia (Sia), il network italiano degli investimenti e della finanza a impatto sociale nato a gennaio 2016 sulla scia dell’esperienza dell’Advisory Board italiano della Social Impact Investment Taskforce (Siit). «Questa dinamica è confermata anche per il mondo dell’impresa sociale, soggetto fondamentale degli impieghi degli investimenti a impatto. Ovviamente anche le imprese sociali sono state duramente colpite, ma più fonti indicano una maggiore resilienza grazie alla loro maggiore capacità di creare collaborazione e mutualità tra stakeholder sul territorio».
In che misura l’impact investing è stato attraversato da questa scossa?
L’ impact investing è chiamato in questo momento a indicare che esistono altre strade percorribili, e che un altro modello economico-finanziario basato sull’integrazione di rendimenti finanziari e sociali è possibile. Ciò che mi attendo dal movimento impact internazionale e nazionale è quello di riuscire a contaminare in senso positivo la finanza tradizionale. Il volume finanziario dell’impact investing è ancora modesto a livello globale (700 miliardi di dollari circa rispetto ai 170mila miliardi degli investimenti totali), tuttavia può essere molto influente rispetto al “come” sono allocate le risorse economiche, integrando le cosiddette esternalità ambientali e sociali nelle decisioni di investimento, introducendo la misurazione degli impatti nell’erogazione delle risorse finanziarie, prevedendo l’analisi del rendimento centrata non soltanto sul rischio finanziario ma anche sull’impatto ambientale e sociale.
Quale la connessione con l’economia reale, ormai protagonista indiscussa dei mercati?
In questo momento, grazie agli interventi governativi, la crisi seppur grave non è esplosa con la magnitudine che temevamo. Occorrerà capire cosa succederà quando gli stimoli fiscali e monetari si attenueranno. Perciò è veramente importante lavorare adesso affinché vi sia una stretta connessione tra finanza ed economia reale, evitando politiche di corto respiro che potrebbero causare bruschi risvegli e introducendo misure di medio-lungo periodo per avviare ciò che da anni chiediamo con forza: decarbonizzazione e conversione ecologica dell’economia, e riduzione delle diseguaglianze economiche e sociali. In tal senso il ruolo dei fondi europei è fondamentale proprio per “miscelare” misure di breve periodo, necessarie per gestire gli effetti diretti della pandemia, e misure di lungo periodo, che rischiano di rimanere ancora una volta nel cassetto. In particolare, l’utilizzo delle risorse mobilitate da Next Generation Eu e dal Quadro Finanziario Pluriennale dovrebbe essere valutato in termini di efficacia per comprendere se e come determinati interventi funzionano non solo nel raggiungere gli obiettivi ma anche nel generare valore economico e sociale per persone e comunità. La finanza a impatto sociale può sviluppare e diffondere alcuni strumenti potenti, come quelli dei Social Impact Bond o degli Outcome fund, che legano l’erogazione delle risorse al raggiungimento di risultati ambientali e sociali.
Quale il ruolo degli Sdgs impact standard dell’Undp?
Possiamo guardare ai 17 Obiettivi Onu come una sorta di carta geografica che ci indica la via da percorrere, ossia dove le risorse economiche e finanziarie dovrebbero essere investite per ridurre la povertà, migliorare la qualità della vita, proteggere l’ambiente. Il problema, però, è che oggi ogni azienda o istituzione finanziaria interpreta a proprio modo questa carta. Gli standard di impatto sviluppati da Undp ci aiutano ad avere una comune interpretazione di come contribuire al raggiungimento degli Sdgs. Le organizzazioni possono quindi utilizzare questi standard come guida di self-assessment per allineare la strategia e i processi interni, al fine di indirizzare le proprie attività verso il raggiungimento degli Obiettivi al 2030. Lo scorso autunno abbiamo dedicato agli Sdgs standard, e ad altre iniziative di rendicontazione non finanziaria, un ciclo di webinar gratuiti e accessibili agli operatori di mercato e ai policymaker, al fine di illustrare la loro applicazione concreta negli investimenti e nei finanziamenti.
Quali prospettive per l’Italia, come ci collochiamo a livello di “cultura impact” (ovviamente sul fronte finanziario) rispetto al contesto europeo e internazionale?
Anche in Italia osserviamo una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e dell’impatto. Le tematiche portate avanti da Sia sono sempre più riconosciute e le richieste di maggiore informazione e formazione crescono. La sfida così come in altri contesti è quella di trasformare l’interesse in reale cambiamento nelle pratiche, assumendo ciascuno di noi una leadership consapevole. Già prima del Covid-19 eravamo lontani dagli obiettivi programmati, pur avendo molte evidenze dell’insostenibilità del modello economico attuale. Adesso spero che nella sua drammaticità la pandemia possa spingerci nel ridefinire le “regole del gioco”, premiando chi genera valore positivo. Abbiamo già esperienze virtuose di imprese e investimenti a impatto sociale, che potrebbero essere replicate e scalate. Abbiamo bisogno che più gruppi di stakeholder contribuiscano allo sviluppo di questo mercato. Coinvolgendo, per esempio, le istituzioni che gestiscono il risparmio privato, affinché questo sia orientato ad attività generative di valore economico e sociale. E le istituzioni pubbliche, locali e nazionali, affinché oltre a definire regole chiare e trasparenti, realizzino e sostengano gli investimenti a impatto. E poi le aziende, affinché assumano sempre più modelli di business sostenibili orientati al lungo periodo. Senza dimenticare l’importanza di coinvolgere in questo processo anche i cittadini, che attraverso le proprie scelte di consumo e investimento possono essere decisivi, richiedendo maggiori informazioni sull’impatto e premiando le aziende più sostenibili.
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