Social Impact agenda: «Covid-19, rischio “a impatto sistemico”»

OECD Social Impact Investment Initiative - OECD
OECD Social Impact Investment Initiative

«Possiamo considerare la pandemia di Covid-19 come un rischio sistemico, in linea con quelli legati al cambiamento climatico o alle profonde trasformazioni sociali, e a cui le aziende Esg sono più pronte a rispondere», sostiene Filippo Montesi, segretario generale di Social Impact Agenda per l’Italia (Sia), il network italiano degli investimenti e della finanza a impatto sociale nato a gennaio 2016 sulla scia dell’esperienza dell’Advisory Board italiano della Social Impact Investment Taskforce (Siit). «Questa dinamica è confermata anche per il mondo dell’impresa sociale, soggetto fondamentale degli impieghi degli investimenti a impatto. Ovviamente anche le imprese sociali sono state duramente colpite, ma più fonti indicano una maggiore resilienza grazie alla loro maggiore capacità di creare collaborazione e mutualità tra stakeholder sul territorio».

In che misura l’impact investing è stato attraversato da questa scossa?

L’ impact investing è chiamato in questo momento a indicare che esistono altre strade percorribili, e che un altro modello economico-finanziario basato sull’integrazione di rendimenti finanziari e sociali è possibile. Ciò che mi attendo dal movimento impact internazionale e nazionale è quello di riuscire a contaminare in senso positivo la finanza tradizionale. Il volume finanziario dell’impact investing è ancora modesto a livello globale (700 miliardi di dollari circa rispetto ai 170mila miliardi degli investimenti totali), tuttavia può essere molto influente rispetto al “come” sono allocate le risorse economiche, integrando le cosiddette esternalità ambientali e sociali nelle decisioni di investimento, introducendo la misurazione degli impatti nell’erogazione delle risorse finanziarie, prevedendo l’analisi del rendimento centrata non soltanto sul rischio finanziario ma anche sull’impatto ambientale e sociale.

Quale la connessione con l’economia reale, ormai protagonista indiscussa dei mercati?

In questo momento, grazie agli interventi governativi, la crisi seppur grave non è esplosa con la magnitudine che temevamo. Occorrerà capire cosa succederà quando gli stimoli fiscali e monetari si attenueranno. Perciò è veramente importante lavorare adesso affinché vi sia una stretta connessione tra finanza ed economia reale, evitando politiche di corto respiro che potrebbero causare bruschi risvegli e introducendo misure di medio-lungo periodo per avviare ciò che da anni chiediamo con forza: decarbonizzazione e conversione ecologica dell’economia, e riduzione delle diseguaglianze economiche e sociali. In tal senso il ruolo dei fondi europei è fondamentale proprio per “miscelare” misure di breve periodo, necessarie per gestire gli effetti diretti della pandemia, e misure di lungo periodo, che rischiano di rimanere ancora una volta nel cassetto. In particolare, l’utilizzo delle risorse mobilitate da Next Generation Eu e dal Quadro Finanziario Pluriennale dovrebbe essere valutato in termini di efficacia per comprendere se e come determinati interventi funzionano non solo nel raggiungere gli obiettivi ma anche nel generare valore economico e sociale per persone e comunità. La finanza a impatto sociale può sviluppare e diffondere alcuni strumenti potenti, come quelli dei Social Impact Bond o degli Outcome fund, che legano l’erogazione delle risorse al raggiungimento di risultati ambientali e sociali.

Quale il ruolo degli Sdgs impact standard dell’Undp?

Possiamo guardare ai 17 Obiettivi Onu come una sorta di carta geografica che ci indica la via da percorrere, ossia dove le risorse economiche e finanziarie dovrebbero essere investite per ridurre la povertà, migliorare la qualità della vita, proteggere l’ambiente. Il problema, però, è che oggi ogni azienda o istituzione finanziaria interpreta a proprio modo questa carta. Gli standard di impatto sviluppati da Undp ci aiutano ad avere una comune interpretazione di come contribuire al raggiungimento degli Sdgs. Le organizzazioni possono quindi utilizzare questi standard come guida di self-assessment per allineare la strategia e i processi interni, al fine di indirizzare le proprie attività verso il raggiungimento degli Obiettivi al 2030. Lo scorso autunno abbiamo dedicato agli Sdgs standard, e ad altre iniziative di rendicontazione non finanziaria, un ciclo di webinar gratuiti e accessibili agli operatori di mercato e ai policymaker, al fine di illustrare la loro applicazione concreta negli investimenti e nei finanziamenti.

Quali prospettive per l’Italia, come ci collochiamo a livello di “cultura impact” (ovviamente sul fronte finanziario) rispetto al contesto europeo e internazionale?

Anche in Italia osserviamo una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e dell’impatto. Le tematiche portate avanti da Sia sono sempre più riconosciute e le richieste di maggiore informazione e formazione crescono. La sfida così come in altri contesti è quella di trasformare l’interesse in reale cambiamento nelle pratiche, assumendo ciascuno di noi una leadership consapevole. Già prima del Covid-19 eravamo lontani dagli obiettivi programmati, pur avendo molte evidenze dell’insostenibilità del modello economico attuale. Adesso spero che nella sua drammaticità la pandemia possa spingerci nel ridefinire le “regole del gioco”, premiando chi genera valore positivo. Abbiamo già esperienze virtuose di imprese e investimenti a impatto sociale, che potrebbero essere replicate e scalate. Abbiamo bisogno che più gruppi di stakeholder contribuiscano allo sviluppo di questo mercato. Coinvolgendo, per esempio, le istituzioni che gestiscono il risparmio privato, affinché questo sia orientato ad attività generative di valore economico e sociale. E le istituzioni pubbliche, locali e nazionali, affinché oltre a definire regole chiare e trasparenti, realizzino e sostengano gli investimenti a impatto. E poi le aziende, affinché assumano sempre più modelli di business sostenibili orientati al lungo periodo. Senza dimenticare l’importanza di coinvolgere in questo processo anche i cittadini, che attraverso le proprie scelte di consumo e investimento possono essere decisivi, richiedendo maggiori informazioni sull’impatto e premiando le aziende più sostenibili.

@LegaldesignI, #UsciamodalLabirinto #eSG_SustHUBLab

Tampone sospeso al Rione Sanità, anche i meno abbienti potranno sottoporsi al test

Fonte: rcssalute.it

Al Rione Sanità nasce il tampone sospeso, un’opera di benevolenza verso le persone meno abbienti di una zona “difficile” di Napoli. Sono duemila i test che il farmacista di quartiere ha messo a disposizione dell’associazione “Sa.Di.Sa” e della Fondazione San Gennaro Onlus, con la collaborazione della III Municipalità. Si può effettuare il tampone a costi ridotti e soprattutto si può lasciare un’offerta per chi verrà dopo che, magari, non ha la possibilità economica per pagare un tampone e scoprire la positività al virus.

Tutti volontari, gli angeli del Rione Sanità.

Una rivoluzionaria campagna di covid-screening dal forte valore sociale. Ma del resto il quartiere in cui avviene qualcosa di tanto bello e generoso è lo stesso della citazione nei libri della tradizione napoletana: “Al Rione Sanità, quando uno era felice, pagava due caffè: uno per sé, l’altro per il prossimo cliente. È il gesto filantropico del “caffè sospeso”. Un modo per offrire un caffè all’umanità”.  Dal 18/11, sempre al Rione Sanità, c’è invece il “tampone sospeso”. 

https://rcssalute.it/articolo/4447/tampone-sospeso-al-rione-sanita-anche-i-meno-abbienti-potranno-sottoporsi-al-test

Ecco un mirabile esempio di “solidarietà diffusa”! Da sostenere, seguire e, meglio ancora, imitare !!

@LegaldesignI #health4people #healthdesign #design4people

https://www.facebook.com/Science4People-Design-Lab-Pro-107408621186953

Workshop on Social Networks and multimedia habitats – Protech_16.10.2020

Segnaliamo l’interessantissmo Workshop “Social Networks and multimedia habitats organizzato dalla Cattedra Jean Monnet PROTECH (“European Protection Law of Individuals in Relation to new technologies“- https://www.protech-jeanmonnet.eu/), di cui la Prof.ssa Lucilla Gatt è titolare presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Il workshop si terrà venerdì 16 ottobre 2020dalle ore 9.30 alle ore 18.30, in modalità online sulla piattaforma Google Meet. La partecipazione è gratuita previa registrazione tramite questo linkhttps://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScGH88yFSQ93c4GAKnXfLx1axTkz5wdzr-bNmZ9c22h8Jm7CA/viewform?usp=pp_url 

Inoltre  il Workshop è parte del programma Erasmus Days 2020 (15,16,17 ottobre 2020), che mira a comunicare i valori europei, i vantaggi dell’interscambio culturale e i risultati dei progetti Erasmus+( http://www.erasmusplus.it/erasmusdays-2020/ ).

Evento accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

https://www.linkedin.com/posts/sergio-guida-msc-fin-ll-m-msc-pharma-c-77059111_home-activity-6721812266875940866-V1JE/

https://www.facebook.com/Legal-Design-Italia-104692967833184

@LegaldesignI

Ecco il Programma dell’evento

Buona partecipazione!

CSR – la Corporate Social Responsibility per integrare la sostenibilità in azienda

Il Consorzio universitario Promos Ricerche e la Scuola di Governo del Territorio (a cui aderiscono tutte le Università della Campania, il CNR e altre istituzioni ed enti di ricerca), con l’Università Suor Orsola Benincasa, propongono un interessante corso finalizzato al trasferimento di conoscenze e competenze per supportare le PMI nel processo di integrazione della CSR nella governance dell’impresa e della sostenibilità nel suo modello di business, in linea con Principi e Standard internazionali di riferimento e alla luce delle sfide legate
all’Agenda 2030.
Il corso fornisce i contenuti teorici e gli strumenti operativi per sviluppare Percorsi di Responsabilità Sociale e Sostenibilità in imprese pubbliche e private, profit e no profit, dalla gestione delle relazioni con i diversi portatori d’interesse fino all’adozione dei più opportuni
strumenti di reporting, contemplando l’acquisizione di certificazioni, riconoscimenti ed attestati di premialità (Rating di Legalità, Rating ESG), utili anche i fini di un miglior accesso al credito ed ai finanziamenti, da spendere nelle relazioni con clienti, finanziatori ed altri stakeholder.

Di seguito il BANDO: https://www.promosricerche.org/images/Corso_Esperto_CSR_Bando_DEF.pdf

(News by Essegi x Alsob)

UN FRAMEWORK PER IL CONTACT TRACING IN ITALIA TRA ESIGENZE SCIENTIFICHE, POSSIBILITÀ TECNOLOGICHE E RISPETTO DI DIRITTI E LIBERTA’ INDIVIDUALI IN TERMINI DI DATA PROTECTION.

White Paper by Sergio Guida, Independent Researcher, Sr.Data/Information Governance Mgr.

IndicePagina
1. Introduzione.3
2. Le prescrizioni del Garante Privacy e delle Autorità europee.8
3. Razionale scientifico e richiami tecnici.22
4. Centralizzazione vs. Decentralizzazione di dati e Informazioni: differenze e conseguenze su data protection e privacy.26
5. Conclusioni. 32
6. Riferimenti bibliografici.33
7. Indice Tavole.40

ABSTRACT

Il virus umano SARS-CoV-2 ha provocato una pandemia con alti tassi di mortalità e sistemi sanitari sotto forte pressione. Prevenire un’ulteriore trasmissione è una priorità globale. Gli scienziati hanno analizzato i parametri chiave della diffusione per stimare il contributo di diverse vie di trasmissione e determinare i requisiti per l’isolamento dei contagiati e il tracciamento dei contatti (contact-tracing) necessari per fermare l’epidemia. Hanno concluso che la diffusione virale è troppo veloce per essere contenuta dal tracciamento dei contatti manuale, ma potrebbe essere controllata se questo processo fosse più veloce, più efficiente e applicato su larga scala.

E infatti un certo numero di Paesi/economie che hanno riportato successo nella lotta contro COVID-19 (tra cui Cina, Taiwan, Hong Kong e Singapore) hanno implementato forme di contact tracing che hanno comportato la correlazione incrociata di più fonti di dati, e il tracciamento dei contatti fa parte dei piani europei per emergere dalla quarantena (‘lock-down’) imposta dal COVID-19. Il tracciamento dei contatti potrebbe potenzialmente trarre vantaggio dall’uso combinato di alcuni dati sanitari, dati di telefonia mobile, dati di carte di credito e dati di trasporto, e alcuni di questi incroci sono stati fatti dai paesi asiatici nominati.

Di converso, molti europei si sentirebbero a disagio con l’uso di pratiche simili, anche se  inconfutabilmente salvano vite umane. L’uso di informazioni di identificazione personale è regolato da rigide regole in Europa, in particolare il GDPR che in genere richiederebbe all’utente un consenso informato in anticipo.

Esistono modi per affrontare contemporaneamente le esigenze di salute pubblica in modo ottimale, soddisfacendo al contempo pienamente gli obiettivi in ​​materia di privacy?

Discutiamo i requisiti etici e giuridici per un intervento di questo tipo alla luce delle pronunce delle Autorità europee e nazionali. Nelle migliori soluzioni un’App di tracciamento dei contatti che crea una memoria dei contatti di prossimità e notifica immediatamente i contatti di casi positivi può ottenere il controllo dell’epidemia se utilizzata da un numero sufficiente di persone. Indirizzando le raccomandazioni solo alle persone a rischio, le epidemie potrebbero essere contenute senza ulteriori quarantene di massa che sono comunque molto dannose per la società.

Rischi e “instabilità” tecnologici nell’edizione 2019 del Global Risks Report del World Economic Forum.(Parte 1)

Le minacce informatiche e tecnologiche in rapida evoluzione sono fra i rischi più significativi, anche perché non valutiamo ancora pienamente le vulnerabilità delle società collegate in rete.
La capacità del mondo di promuovere l’azione collettiva di fronte a una crescente serie di gravi sfide ha raggiunto livelli di crisi con il peggioramento delle relazioni internazionali. Nel frattempo, un rallentamento delle prospettive economiche, causato anche da tensioni geopolitiche, sembra destinato a ridurre ulteriormente il potenziale di cooperazione internazionale nel 2019.
Trasformazioni complesse – sociali, tecnologiche e legate al lavoro – stanno avendo un profondo impatto e tra le minacce globali indicate nella quattordicesima edizione del Global Risks Report, promossa dal World Economic Forum in collaborazione con Marsh & McLennan e Zurich Insurance Group, spicca il cyber risk.

Per leggere l’articolo completo, ecco il link: https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/rischi-e-instabilita-tecnologici-nelledizione-2019-del-global-risks-report-del-world-economic-forum-parte-1/ .

As perspectivas do “Legal Design” aplicado aos documentos de privacidade em relacão às novidades introduzidas pelo GDPR.

Tanto como indivíduos quanto como famílias e empresas, as pessoas são “forçadas” a interagir com contratos, documentos e procedimentos jurídicos, muitas vezes sem conseguir  “navegar” nesses sistemas. Em muitos países, por causa da burocracia e da linguagem jurídica, os cidadãos têm uma sensação de inadequação em relação ao sistema jurídico.

Diante de um texto repleto de palavras técnicas, conceitos complexos e sintaxe articulada, a consequência para quem não tem formação jurídica é não apenas frustração, mas também a sensação de não ter controle total de sua própria situação.

Em resposta a esse fenômeno generalizado, há varios anos, alguns pesquisadores têm comecado a discutir como o sistema jurídico poderia ser repensado em termos de linguagem e instrumentos por meio da abordagem de design.

A disciplina que procura responder a essa pergunta foi denominada Legal Design e tem o propósito de melhorar a ligacão entre o mundo jurídico e as  pessoas que não possuem formação ou experiência em direito. Em termos gerais, o Legal Design é inspirado nos conceitos de Design Thinking e do User Experience (UX): tratam-se de metodologias já consolidadas e utilizadas para solucionar problemas, com empatia e colaboração.

O uso do design thinking na advocacia surgiu na Stanford Law School & d.school nos Estados Unidos. A intenção é manter uma abordagem que coloque as pessoas no centro do planejamento e da prestação de serviços, mesmo no campo jurídico, para tornar a experiência mais intuitiva, utilizável e inclusiva. As metodologias de design oferecem uma oportunidade de revisar a maneira como as principais instrumentos da atividade jurídica são pensadas e contadas, ou seja documentos, contratos e procedimentos. Os cidadãos querem simplificar a visualização e apreciarão o potencial do design jurídico (legal design), desde a simplificação da linguagem, até o redesenho de contratos e a a simplificação de procedimentos para cidadãos e os operadores do sector.

Uma das atividades mais interessantes é ilustrar a um usuário (idealmente não um especialista em direito) um contrato de trabalho ou um documento jurídico com o objetivo de destacar todos os textos e expressões que ele acha difíceis de entender. Alguns documentos serão redesenhados e reenviados através de ilustrações, diagramas e ícones mais intuitivos para o usuário. O novo design não é apenas gráfico, mas reduz ao essencial as informações a serem comunicadas e as organiza de acordo com um fluxo lógico para não desencorajar, favorecendo a leitura e a compreensão.

Os cidadãos percebem a necessidade de simplificar a visualização, mesmo quando se encontram usando serviços digitais, principalmente quando fazem interface com longas páginas de termos e condições referentes à privacy.

O ponto crucial é, sem dúvida, partindo da análise dos textos de alguns módulos (por exemplo, “informações sobre o uso de dados pessoais” e consentimento de privacidade para diversas atividades, tanto online quanto no mundo “físico”), “traduzir” os pedidos – quase sempre percebidos pelos redatores e pelos usuários como burocráticos – em perguntas mais simples para o cidadão, adaptando-se também ao nível de entendimento do idioma do usuário. Uma participação dialógica com os cidadãos é, portanto, altamente desejável, cada uma das quais tem a ver todos os dias com formulários de privacidade, também e acima de tudo para atividades na web.

Uma forma gráfica e visual tornada mais eficaz em termos de “Visual Law” não só ajuda a entender o conteúdo de um texto jurídico, mas também pode ajudar a entender um processo legal. Em essência, o objetivo é conscientizar os cidadãos sobre regras e procedimentos bem projetados em termos de “Proactive Law“, isto é, o treinamento de pessoas e a produção de documentos simples, claros, mas acima de tudo atraentes para os destinatários.

Portanto, contratos e documentos jurídicos mais claros e compreensíveis, com a ajuda de gráficos e outras instrumentos de visualização, se concentram naqueles que solicitam a intervenção da lei para ajudá-los a resolver problemas, impedindo a conflitos. E em todos os países, o design jurídico (legal design) poderia contribuir de maneira muito mais geral para a gestão eficaz, enxuta e transparente da justiça, tendo em vista os incessantes desenvolvimentos tecnológicos e, portanto, usando novos instrumentos que estão sempre em sintonia com a realidade.

Em resumo, o potencial do desenho jurídico (legal design) parece alto e substancial, desde a simplificação da linguagem, até o redesenho de contratos, até a simplificação de procedimentos, tanto para os cidadãos quanto para os profissionais da justiça.

O fim do Legal Design é que os advogados trabalhem junto ao cliente, respondendo as suas necessidades e testando soluções com mais agilidade.

Assim, torna-se possível entregar serviços realmente focados no cliente, ou seja, adaptados às necessidades do cliente, sejam elas expressas ou ocultas: aqui, a comunicação clara, contínua e transparente ganha destaque.

Na sequência das notícias do GDPR, já estamos experimentando, através de várias iniciativas, como as vantagens de saber se comunicar e efetivamente envolver o cidadão podem ser a chave certa para oferecer a ele serviços jurídicos que transmitem uma transparência muito mais substancial, mas também claramente perceptível, e um senso de controle da situação.

Uma das iniciativas mais importantes da Itália é a agora iminente 33ª edição do Futuro Remoto, o primeiro festival de ciências da Itália, não perde o espírito, querendo tornar a cultura científica patrimonio comun.  “Sendo 4,0 – Histórias de revoluções, ciência e tecnologia” é o tema da edição 2019: o Industry 4.0 não é somente um processo lógico de aplicação de novas tecnologias industriais digitais, mas também uma revolução que afeta a maneira de conceber o trabalho, a organização social e os estilos de vida.

Nesta perspectiva, temos a honra de participar da iniciativa de demonstração intitulada “Exemplos de design jurídico e direito visual aplicados aos documentos de privacidade. Projetamos a Privacidade do Futuro” no tema Design, Criatividade e Indústria 4.0.

Milano, 30/10/2019

Sergio Guida, M.Sc. LL.M., Sr Gestão. Líder de Relatório Integrado, Governança de Dados e Privacidade.

Rosário Modugno, Funcionário Tributário e Formado em Economia.

Con il 2020 il XXI secolo diventa adulto, affrontando la sfida che può definirlo: la rivoluzione dei dati.

L’introduzione delle nuove tecnologie, a partire dalla fine del Novecento, ci ha trasformato in incontenibili generatori di dati. Smartphone, tablet, laptop ed ogni altro oggetto hi-tech ci consentono di creare, scambiare, consultare e cercare dati senza limiti o soluzione di continuità. È la maggiore attività degli abitanti del Pianeta: accomuna potenze globali e Paesi emergenti, gli abitanti di New York e di Jackarta, trasforma le professioni e crea opportunità ma pone anche pericoli come attacchi cibernetici, infiltrazioni maligne, bullismo digitale e fake news. Governare i dati è la più impellente sfida del nostro tempo. Per i singoli serve a proteggere i propri diritti, per le comunità a garantire le proprie identità, per le aziende a tutelare i propri brevetti, per gli Stati a mantenere la propria sovranità, per le organizzazioni internazionali a moltiplicare gli scambi ed arginare i conflitti.

https://www.lastampa.it/opinioni/editoriali/2019/12/31/news/verso-gli-anni-venti-il-nostro-speciale-1.38270997

Esempi di Legal Design e Visual Law applicati a Documenti Privacy. Disegniamo la Privacy del futuro.

In programma a Città della Scienza da giovedì 21 a domenica 24 novembre l’iniziativa divulgativa: “Disegniamo la Privacy del Futuro”, a cura di Sergio Guida e Giuliano Palma, in rappresentanza del gruppo di professionisti che ha preso parte al prestigioso Master di II livello in Data Protection Officer e Diritto della Privacy presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa nell’anno accademico 2018-2019.
In linea con il tema scelto quest’anno per la manifestazione, “Essere 4.0”, per avvicinare sempre più il pubblico di giovani e meno giovani alle nuove tecnologie, la nostra proposta rientra nella tipologia ”Dimostrazione”, nell’ambito dell’Area tematica “Fabbrica Intelligente, Design e Creatività e Made in Italy”.
L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio di due realtà scientifiche molto importanti quali il Centro di ricerca di diritto privato europeo/Research Centre of European Private Law – ReCEPL, e l’Associazione laureati Suor Orsola Benincasa – ALSOB, prevede modalità di presentazione con il coinvolgimento diretto del pubblico sotto la guida degli esperti. La disciplina del Legal design si prefigge infatti l’obiettivo di avvicinare il mondo legale alle persone, ponendole al centro della progettazione e dell’erogazione dei servizi anche nel mondo giuridico per rendere l’esperienza utente (UX) più intuitiva, fruibile e inclusiva. Le metodologie del design e le tecniche di Visual Law costituiscono gli strumenti opportuni per rivedere il modo in cui sono pensati e raccontati i principali strumenti dell’attività legale ovvero documenti, contratti e procedimenti.
Come sottolinea Sergio Guida, Project & Team Leader, anche e soprattutto nel caso specifico della Privacy i cittadini avvertono forte la necessità che la visualizzazione e l’intelligibilità dei  documenti vengano finalmente resi agevoli ed efficaci e quindi apprezzeranno in pieno le potenzialità del legal design, dalla semplificazione del linguaggio alla riprogettazione di layout e contenuti che siano effettivamente appropriati e funzionali.
I visitatori saranno dunque guidati a esaminare e commentare documenti privacy tratti dalla pratica quotidiana nello stand n.5, dove verranno analizzati sia l’impostazione grafica che i testi relativi e “tradotte” le richieste – che in “legalese” sono ora vaghe ed evasive, ora al contrario artatamente prolisse o troppo “tecniche”, quando non del tutto ostiche  – in domande semplici, chiare e comprensibili per l’utente.
Infine, i partecipanti interessati potranno esprimere osservazioni, commenti, idee e suggerimenti propri (che saranno sollecitati e assolutamente benvenuti!), volti anche al miglioramento continuo delle best practice per organizzazioni e aziende che vogliano non solo perseguire una compliance più stretta, ma soprattutto davvero sempre più “Essere 4.0”.

http://www.cittadellascienza.it/futuroremoto/legal-design-e-visual-law-applicati-a-documenti-privacy-disegniamo-la-privacy-del-futuro/
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